Il 2020 credo lo ricorderemo come uno degli anni più complicati della nostra storia recente. Sicuramente l’emergenza sanitaria legata alla diffusione del COVID-2019 resterà negli annali. Tanta informazione, prima allarmismo, poi messaggi tranquillizzanti, ora di nuovo allarmanti. Indipendentemente dalle questioni politiche, organizzative e mediatiche, una cosa è certa: in questo caos i cittadini non hanno ancora capito quale sia il reale pericolo. Oggi quindi non vi parlerò di ordinanze o di aggiornamenti giornalieri sui numeri dei contagiati, ma piuttosto cercherò di evidenziare nel modo più semplice possibile, diciamo come vorrei fosse spiegato a me, quale sia la vera criticità di questa incredibile emergenza da film hollywoodiano.

IL PROBLEMA DEI NUMERI
I cittadini, magari anche giustamente, non sono del tutto consapevoli del pericolo perché i numeri, così come sono stati comunicati, appaiono qualche volta irreali, quasi come un’esagerazione. I cittadini hanno ragione. Se guardiamo le statistiche, nonostante siano ancora imprecise perché il virus è nuovo e non ne conosciamo le reali potenzialità, si leggono delle percentuali di mortalità non particolarmente elevate. Si leggono percentuali che, qualcuno potrebbe dire, tutto sommato sembrano quelle di una banale influenza o, magari, appena superiori. Ed è qui il cortocircuito dell’informazione. Considerando i dati a disposizione, il COVID-2019 sembra essere, rispetto ad una banale influenza, più contagioso. Non ne conosciamo ancora bene il motivo, quindi non sappiamo quali siano i meccanismi che lo rendono “più virale”, ma le attuali evidenze scientifiche sembrano indicare con buona approssimazione che il contagio si diffonde più velocemente rispetto ad altre malattie.

FACCIAMO L’ESEMPIO DELL’ISOLA X
Facciamo un esempio. Inventiamoci una nuova nazione, diciamo un’isola che si chiama X. Nell’isola X c’è un sistema sanitario che normalmente lavora assicurando cure ai suoi cittadini che si ammalano e hanno bisogno di ricoveri ospedalieri, interventi chirurgici e, purtroppo, di cure intensive (rianimazione). Diciamo che nell’isola X vi sono 100 abitanti in tutto e ogni anno, mediamente, 10 abitanti finiscono nei 10 letti disponibili in rianimazione. Quando c’è qualche emergenza i 10 posti letto disponibili di rianimazione possono essere rimodulati ed arrivare a 15. Un giorno nell’Isola X arriva una malattia contagiosa che richiede la rianimazione, ma gli abitanti invece di seguire le prescrizioni di isolamento, organizzano addirittura una bella festa nazionale. Il giorno dopo, la metà dei cittadini è malata e necessita in poche ore di supporto rianimatorio. I posti, però restano al massimo 15, anzi con grande sforzo i medici riescono a portali al doppio, a 30. Se facciamo i conti, però, 50 cittadini sono ora malati, e di questi solo 30 possono essere ricoverati, mentre per gli altri 20 non si sa come dare assistenza perché mancano i letti, i medici, gli infermieri e, peggio, i macchinari per la rianimazione. Inoltre, nell’Isola X ogni giorno c’è una persona che necessita di un posto in rianimazione per infarto, incidente stradale o intervento chirurgico per altre gravi patologie. Dopo aver ricoverato i 30 pazienti contagiati, mentre altri 20 stanno morendo senza le cure necessarie, arrivano altre 3 persone in ospedale per le altre patologie menzionate e non c’è modo di assisterle. Ovviamente nel frattempo anche qualche medico si è ammalato, per cui oltre ai posti e alle apparecchiature, iniziano a mancare anche i professionisti che sanno erogare le cure e usare i macchinari complessi. Cosa è successo? Il sistema è collassato!
IL PROBLEMA NON E’ LA POLMONITE, MA IL NUMERO DI CASI DA ASSISTERE IN RIANIMAZIONE!
Più chiaro ora? Il problema, quindi, è legato alla diffusione del contagio, AI NUMERI, perché se anche il COVID-2019 ha percentuali “normali” di mortalità (ma non è del tutto vero), ha però una viralità tale che la sua diffusione sta saturando velocemente i posti di rianimazione disponibili in regioni, tra l’altro, già ben organizzate! Sostanzialmente stiamo per fare la fine dell’Isola X, ovvero il sistema sanitario sta per collassare. A rischio, quindi, è tutto il sistema sanitario e anche quei cittadini che, in modo sarcastico, affermano che sono resistenti al virus, stanno dimenticando una cosa davvero fondamentale.
CARO CONCITTADINO, ORA TI DARO’ DEL TU
Caro amico, hai mai pensato che potresti essere capace di vincere il virus ma domattina potresti avere un incidente stradale? E hai pensato che ogni giorno tanti tuoi compaesani scoprono di avere urgente bisogno di un intervento chirurgico prima che una patologia porti velocemente a morte? Magari potrebbe averne bisogno tua madre, tuo padre, tuo fratello, addirittura tuo figlio. Hai mai pensato che, a volte, anche un banale effetto avverso di un cibo, ad esempio un’intossicazione o un’allergia, può richiedere un immediato intervento in rianimazione? Quindi, oltre ad essere immune al COVID-2019 hai per caso scoperto di essere Superman? Qualcuno, magari un indovino o una macchina per vedere il futuro, ti ha assicurato che tra una settimana tu non avrai alcun bisogno di un ospedale con posti liberi in rianimazione?

ORA TI E’ PIU’ CHIARO IL PROBLEMA?
Tutti ci auguriamo che questo virus sia uno tsunami passeggero, che tra 15 giorni tutti potremo gradualmente riprendere le normali attività, quindi litigare con il capo a lavoro, sgomitare nella metro, magari doverci confrontare con le preoccupanti questioni economiche, ma ora, ti prego, E’ NECESSARIO PER TUTTI, ANCHE PER TE, CHE IL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE NON COLLASSI. L’isolamento, il rallentamento delle maggiori attività sociali, la chiusura delle scuole, dei negozi, dei cinema, dei musei, NON RAPPRESENTA UN GIOCO! TUTTO CIO’ SERVE PER LIMITARE I CASI E QUINDI PERMETTERE A CHI NE HA BISOGNO, sia per COVID 2019 che per altre patologie, tra cui traumi da incidente, DI AVERE A DISPOSIZIONE UN POSTO LETTO IN OSPEDALE, NEI REPARTI DI RIANIMAZIONE DOVE I MEDICI SALVANO LA VITA.
Seguite le prescrizioni del buon senso, non solo del Governo. STATE A CASA!

